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I Berberi o, nella loro stessa lingua, Imaziɣen o Imazighen (al singolare Amaziɣ), che significherebbe in origine "uomini liberi", sono, propriamente, le popolazioni autoctone di quei territori nord-africani conosciuti con la denominazione di Tamazɣa, corrispondente agli stati di Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania. Per una serie di motivi storico-ideologici, nei sopraccitati paesi, si è soliti designare con tale nome solamente coloro che siano di lingua madre berbera (tamaziɣt). Il nome berbero deriva dal termine francese berbère, a sua volta derivato dal vocabolo arabo barbar, il quale, probabilmente, non fa che riprodurre la parola greco-romana barbaro (che designava chi non parlava il latino o il greco). Si veda per esempio Sallustio, nel suo Bellum Iugurthinum in cui la lingua dei Libi è definita "barbara lingua" (cap. 18).
Il termine Germani (chiamati anche Teutoni o, per sineddoche, Goti) indica un insieme di popoli parlanti lingue germaniche, nati dalla fusione fra gruppi etnici di origine indoeuropea e gruppi etnici autoctoni di origine paleo-mesolitica e neolitica nella loro patria originaria (Scandinavia meridionale, Jutland, odierna Germania settentrionale), che, dopo essersi cristallizzati in un'unica compagine, a partire dai primi secoli del I millennio si diffusero fino a occupare un'ampia area dell'Europa centro-settentrionale, dalla Scandinavia all'alto corso del Danubio e dal Reno alla Vistola. Da qui, a partire soprattutto dal III secolo, numerose tribù germaniche migrarono in molteplici ondate verso ogni direzione, toccando gran parte del continente europeo e arrivando fino in Nordafrica e in Nordamerica. Dopo il periodo delle migrazioni i popoli germanici attraversarono un nuovo periodo di etnogenesi dal quale emersero alcune nazioni odierne: i popoli scandinavi (Danesi, Faroesi, Islandesi, Norvegesi, Svedesi); i popoli tedeschi federati, ( compresi gli Austriaci e gli Svizzeri Alemanni); i popoli franconi (Fiamminghi, Olandesi, Lussemburghesi) e i popoli di matrice anglo-frisone (Frisoni, Inglesi), sebbene il lascito dei Germani sia presente in tutta Europa, anche in nazioni che non parlano lingue germaniche dove vari popoli germanici (Franchi, Burgundi, Goti, Longobardi, etc.) si fusero con le popolazioni locali non germaniche, dai paesi del Mediterraneo, alla Francia dove essi assunsero la lingua gallo-romanza locale, alla Russia (Variaghi). Dall'età moderna furono soprattutto gruppi germanici, almeno in origine, a fondare colonie nell'America del nord e in altre zone non europee. Da questo periodo in poi elementi culturali originariamente propri di gruppi germanici, quali la lingua inglese e la religione protestante che fu creata in ambito germanico nel XVI secolo, si sono diffusi in tutto il mondo anche tra popolazioni non germaniche.
Gli Yoruba (Yorùbá nell'ortografia Yoruba) sono un vasto gruppo etno-linguistico di circa 40 milioni di persone e diffuso nell'Africa occidentale. Sono presenti soprattutto in Nigeria (costituiscono il 30% della popolazione nigeriana), ma anche in Benin, Togo e Sierra Leone. Nel periodo della tratta degli schiavi molti abitanti di queste regioni furono deportati nelle Americhe, e si trovano comunità riconducibili al gruppo Yoruba anche in Brasile, Cuba, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Haiti, Giamaica, Trinidad, nei Caraibi e negli Stati Uniti.
Il matriarcato, dal latino mater (madre) e dal greco -άρχης, derivato di ἄρχω (essere a capo, comandare), indica un'organizzazione sociale intesa secondo modelli teorici diversi nel tempo. In genere è vista in modo oppositivo al concetto di "Patriarcato" in cui l'autorità è detenuta da un Patriarca. In altre definizioni è vista in modo simmetrico al patriarcato. Come fonte di potere autoritario.
Gli Ainu (propriamente "umani"), sono una popolazione abitante l'isola di Hokkaidō nel nord del Giappone le isole Curili e in piccola parte, l'isola russa di Sachalin e le coste del continente. Nell'aprile del 2019 è passata una legge del governo giapponese che riconosce gli Ainu come popolo indigeno del Giappone, ed elimina ogni forma dispregiativa nei loro confronti.Alcuni Ainu dell'Hokkaido (la maggior parte di essi ha adottato usi, costumi e lingua giapponesi o russi) parlano ancora l'idioma tradizionale, l'Ainu, una lingua isolata. Nell'isola di Honshu molti Ainu hanno operato un sincretismo tra la loro cultura matrilineare e quella giapponese.
Eraldo Vedda (Brusnengo, 23 luglio 1898 – Novara, 16 giugno 1982) è stato un dirigente sportivo e arbitro di calcio italiano.
I baschi sono il gruppo etnico che abita il Paese basco. Questa zona, conosciuta e spesso confusa con l'iponimo di Paesi Baschi, è una regione collocata all'estremità nord-occidentale della catena montuosa dei Pirenei, e che si affaccia sul golfo di Biscaglia. Politicamente è divisa tra gli Stati di Spagna e Francia. Nella propria lingua vengono identificati con Euskaldunak ("parlanti basco", usato erroneamente anche per descrivere l'etnia basca) o euskotarrak ("Nativi dei Paesi Baschi"), in spagnolo con Vascos ed in francese con Basques.
I Celti furono un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (V-III secolo a.C.), erano stanziati in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, rimasero sempre politicamente frazionati; tra i vari gruppi di popolazioni celtiche si distinguono i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati, stanziati rispettivamente nelle Isole Britanniche, nelle Gallie, in Pannonia, in Iberia e in Anatolia. Portatori di un'originale e articolata cultura, furono soggetti a partire dal II secolo a.C. a una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani, da nord, e i Romani, da sud. Furono progressivamente sottomessi e assimilati, tanto che già nella tarda antichità l'uso delle loro lingue appare in netta decadenza e il loro arretramento come popolo autonomo è testimoniato proprio dalla marginalizzazione della loro lingua, presto confinata alle sole Isole britanniche. Lì infatti, dopo i grandi rimescolamenti altomedievali, emersero gli eredi storici dei Celti: le popolazioni dell'Irlanda e delle frange occidentali e settentrionali della Gran Bretagna, parlanti lingue brittoniche o goideliche, le due varietà di lingue celtiche insulari.
I greco-australiani sono dei cittadini dell'Australia di origini greca. Il censimento del 2011 census ha registrato 378.270 persone di origine greca e 99.939 persone nate in Grecia, rendendo l'Australia la casa di una delle maggiori comunità greche al mondo. I greci sono il settimo gruppo etnico in Australia per dimensione . L'immigrazione greca in Australia è stata uno dei più importanti flussi migratori nella storia dell'Australia, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2015 il flusso è tutt'altro che rallentato, ma è anzi aumentato dopo la crisi economica che ha afflitto il Paese europeo : l'Australia è una delle principali destinazioni per gli emigranti, soprattutto Melbourne, dove la comunità greca è più consistente .
Il mito di Er è uno dei miti descritti nelle opere del filosofo greco Platone. Narrato in una delle sue opere più ampie, La Repubblica, in conclusione del Libro X, l'ultimo, è considerato uno dei più importanti miti escatologici dei dialoghi di Platone; i suoi contenuti sono ispirati in maniera rilevante dal mito orfico e pitagorico della metempsicosi, ma contiene anche l'affermazione di una nuova responsabilità morale nei confronti del proprio destino dopo la morte, concetto questo in parte estraneo alla concezione tradizionale greca della vita e della morte.
La storia del Perù si riferisce al territorio corrispondente all'incirca all'attuale Perù nelle varie fasi storiche.
L'antropologia culturale è uno dei campi dell'antropologia, lo studio olistico dell'umanità. In particolare essa è la disciplina che ha promosso e sviluppato la cultura come oggetto di studio scientifico; essa è anche il ramo dell'antropologia che studia le differenze e le somiglianze culturali tra gruppi di umani. Parte del mondo accademico ha scelto di considerare sotto questa etichetta tutte le scienze demo-etno-antropologiche non fisiche. Tuttavia, si tende anche a dare all'antropologia culturale continuità con la sua provenienza dalla tradizione americana, considerandola quindi un approccio antropologico particolare che privilegia lo studio di aspetti più culturali dell'umanità.
Gli Sciti (lat. Scythi; gr. Σκύθης, anche Σκύθοι; pe. Saka) furono una popolazione nomade indoeuropea di ceppo iranico attestata nella steppa eurasiatica dal XIX secolo a.C. al IV secolo dell'Era cristiana. Gli antichi greci li consideravano mitologicamente figli di Eracle ed Echidna, o di Zeus e Boristene. Le relazioni tra i popoli residenti in questa vastità di regioni non sono oggi chiare e il termine "Sciti" è stato utilizzato in senso a volte ampio a volte specialistico. Gli archeologi moderni parlano di "Sciti" quali esponenti della "Cultura scito-siberiana" senza implicazioni etnico-linguistiche, tanto che il termine "scitico" finisce per "descrivere una fase di diffusione del nomadismo montato, caratterizzato dalla presenza di specifiche armi, finimenti e un'arte basata su placche metalliche zoomorfe". Il territorio più occidentale toccato dal fenomeno nell'Età del ferro è quello che gli antichi greci chiamarono "Scizia", circoscrivendo così l'uso del termine "Sciti" a identificativo di coloro che abitavano quell'area ove erano parlate le lingue scitiche. Gli Sciti furono tra i primi a padroneggiare l'impiego bellico della cavalleria: allevavano mandrie di cavalli e armenti, vivevano in tende montate su carri e combattevano armati d'arco e frecce dalle loro selle. Svilupparono una ricca cultura caratterizzata da opulente sepolture, raffinata metallurgia e un brillante stile artistico. Nel VIII secolo a.C. razziarono (pare) l'impero cinese della dinastia Zhou e, poco dopo, si spostarono a ovest, raggiungendo le steppe pontico-caspiche dalle quali sloggiarono i Cimmeri.. All'apice del loro potere, gli Sciti dominavano la totalità delle steppe eurasiatiche dai Carpazi a ovest alla Cina centrale (Cultura di Ordos) e alla Siberia meridionale (Cultura di Tagar) a est, creando quello che venne a pieno titolo definito il primo impero nomade dell'Asia centrale, seppur si trattasse di una compagine che ben poco aveva di "statale".
Con il termine femminismo si indica: la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, in ragion del fatto che le donne siano state e siano, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate; la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona; il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l'Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che, in vari modi, si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.Il femminismo è un movimento complesso ed eterogeneo che si è sviluppato con caratteristiche peculiari in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). Al suo interno ci sono quindi diverse posizioni e approcci teorici, tant'è che ad oggi alcuni studiosi, teorici e/o militanti femministi parlano di femminismi. In particolare esistono teorie contrastanti riguardo all'origine della subordinazione delle donne ed in merito al tipo di percorso che dovrebbe essere portato avanti per liberarsene: se lottare solo per le pari opportunità tra uomini e donne, se criticare radicalmente le nozioni di "identità sessuale" e "identità di genere", oppure - ancora - se eliminare alla radice i ruoli e quindi tale subordinazione.
Federica Camba, all'anagrafe Federica Fratoni, nota anche come La Camba (Roma, 14 luglio 1974), è una cantautrice e produttrice discografica italiana. Ha scritto brani per sè e per numerosi artisti quali Laura Pausini, Luca Carboni, Alessandra Amoroso, Emma, Nek, Marco Masini, Annalisa, Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Anna Tatangelo, Marco Carta, Valerio Scanu ed Elodie.
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