Renato Piattoli (Capannori, 28 luglio 1906 – Firenze, 1974) è stato un paleografo e diplomatista italiano.
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Con paleografia, neologismo nato nel XVIII secolo dal greco παλαιός (palaiós), "antico" e γραφή (grafé), "scrittura", si definisce lo studio delle caratteristiche e dell'evoluzione delle prime forme di scrittura. In particolare, essa consiste nella capacità di leggere, interpretare e datare testi manoscritti, e di saperne riconoscere l'autenticità. Originariamente disciplina ancillare legata esclusivamente alla filologia classica (e dunque allo studio di manoscritti medievali contenenti testi latini e greci), l'espansione degli studi ha portato all'elaborazione di branche relative allo studio di testi manoscritti appartenenti a qualsiasi sistema scrittorio di qualsiasi ambito cronologico: non esiste, dunque, una sola paleografia, ma tante paleografie quanti sono gli alfabeti oggetto di studio filologico. Il suo apporto alla Storia consiste nella decodifica dei documenti manoscritti utilizzati come fonte, sebbene gli oggetti diretti della disciplina siano le pratiche di scrittura e la storia del segno grafico indipendentemente dal suo contenuto. Oggetto della paleografia è stabilire il genere (secondo l'area di impiego: ad esempio notarile, libraria, cancelleresca) e il tipo (secondo la stilizzazione grafica: ad esempio, scrittura merovingica, beneventana o le altre stilizzazioni nazionali) delle varie scritture, oltre che la loro data e il loro luogo di provenienza: spesso tali concetti sono collegati, dal momento che un certo tipo di scrittura si sviluppa prevalentemente in un dato luogo geografico e in una data epoca, in un dato ambito d'impiego — solo in epoca moderna la grafia diventa un fatto personale, individuale, diverso per ogni scrivente. In epoca medioevale, centri di produzione grafica che queste caratteristiche consentono di individuare sono i cosiddetti scriptoria, che costituiscono elemento basilare nella ricostruzione storica della produzione culturale. La paleografia musicale si occupa del particolare tipo di "scrittura" costituito dalla notazione musicale, mentre la papirologia si occupa dei testi scritti su papiro, anziché su carta o pergamena. La paleografia musicale nacque a fine XIX secolo per mano dei monaci benedettini di Solesmes. Altre discipline ad essa correlate o che di essa si avvalgono sono la filologia, l'epigrafia, la codicologia, la diplomatica, l'archivistica.
Carlo Battisti (Trento, 10 ottobre 1882 – Empoli, 6 marzo 1977) è stato un glottologo, linguista, bibliotecario e accademico italiano. Si dedicò allo studio della dialettologia italiana, del latino volgare, dell'etrusco e della toponomastica e della cartografia toponomastica, divenendo ben presto uno dei maggiori esperti italiani. La sua figura è legata anche al ruolo interpretato nella pellicola Umberto D. di Vittorio De Sica, nel quale è protagonista.
Ancona (AFI: /anˈkona/, ; Ancona in anconitano) è un comune italiano di 98 866 abitanti, capoluogo della provincia omonima e delle Marche. Affacciata sul mar Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani. Città d'arte ricca di monumenti e con 2400 anni di storia, è uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Protesa verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma di questo promontorio e per questo motivo chiamarono la nuova città Ἀγκών, Ankón, che in greco significa "gomito". L'origine greca di Ancona è ricordata dall'appellativo con la quale è conosciuta: la "città dorica".
Un agente diplomatico (semplicemente diplomatico) è un funzionario di uno Stato o di un'organizzazione intergovernativa che intrattiene relazioni con un altro Stato o un'organizzazione internazionale.
Giulio Battelli (Roma, 11 aprile 1904 – Roma, 10 marzo 2005) è stato un archivista, paleografo, diplomatista e docente italiano.
Giuseppe Malagoli (Novellara, 28 settembre 1864 – Pisa, 9 ottobre 1947) è stato un linguista, scrittore e insegnante italiano, noto per gli studi sulla lingua italiana e i suoi dialetti.
Sergio Pagano (Terrusso di Bargagli, 6 novembre 1948) è un vescovo cattolico italiano, dal 7 gennaio 1997 prefetto dell'Archivio apostolico vaticano e dal 29 settembre 2007 vescovo titolare di Celene.
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L'assiriologia è la scienza che studia la cultura, la religione la storia e l'archeologia delle civiltà della Mesopotamia e dei popoli vicini che usavano la scrittura cuneiforme. Il campo di studio non comprende soltanto l'Assiria, ma anche la civiltà babilonese e la civiltà sumera. Le molte tavolette di scrittura cuneiforme giunteci da queste culture forniscono un'ingente risorsa per studi sull'epoca e sulle primi insediamenti urbani, come Ur, che costituiscono un inestimabile patrimonio archeologico per lo studio del fenomeno dell'urbanizzazione.
Le scienze ausiliarie della storia sono discipline scientifiche che aiutano a valutare e utilizzare le fonti rilevanti per il lavoro storico e la scrittura della storia. L'espressione, sebbene sia tradizionale e ancora ampiamente utilizzata, può dare la sensazione di una loro svalutazione per cui sono state proposte altre espressioni come "Scienze documentarie della storia".
Sfragistica è un termine coniato da J. Heumann nel 1745 ed è propriamente utilizzato per definire l'attività di produzione dei sigilli. In un'altra accezione, si considera la sfragistica una branca della numismatica, dedicata allo studio del sigillo dal punto di vista tecnico, storico, artistico, diplomatico. In questo caso si parla però più comunemente di sigillografia, tuttavia in molte università la cattedra si chiama di sfragistica, spesso abbinata a paleografia, diplomatica o ad archivistica. Si concentra sul significato legale e sociale dei sigilli e sull'evoluzione del loro aspetto. Ha stretti legami con l'araldica. Fu usata come scienza a sé stante per la prima volta nei lavori di Jean Mabillon alla fine del XVII secolo, mentre al 1709 risale l'opera De veteribus Germanorum aliarumque nationum sigillis di Johann Michael Heineccius. Inizialmente era considerata una branca della diplomatica ed in seguito è diventata una branca indipendente degli studi storici. Nella seconda metà del XIX secolo la sfragistica è stata ulteriormente sviluppata da storici tedeschi e francesi, tra cui Hermann Grotefend, Otto Posse, Louis-Claude Douet d'Arcq e Germain Demay. È una delle scienze ausiliarie della storia.
Giorgio Raimondo Cardona (Roma, 7 gennaio 1943 – Roma, 14 agosto 1988) è stato un glottologo, linguista e traduttore italiano.
Ruggero Nuti (Prato, 22 ottobre 1890 – Prato, 3 dicembre 1956) è stato un archivista e storico italiano.
I geroglifici anatolici sono un originale sistema di scrittura geroglifica attestato nell'Anatolia centrale e costituito da circa cinquecento segni. Utilizzato specialmente nelle iscrizioni monumentali, ma anche su sigilli, riguarda la scrittura di un dialetto luvio detto "luvio geroglifico" per distinguerlo da quello redatto in alfabeto luvio cuneiforme nel II millennio a.C.. Questa scrittura viene usata fin dai tempi del grande impero ittita, ma la maggior parte delle iscrizioni risale ad un periodo più recente (X-VIII sec. a.C.). Quando la Siria viene gradualmente incorporata nell'impero assiro, non si trova più tale scrittura. Furono in passato comunemente conosciuti come "geroglifici ittiti", termine introdotto per la prima volta dall'archeologo e linguista inglese Archibald Henry Sayce poco dopo il 1870, ma la lingua che essi codificano si dimostra essere quella dei Luvi, non quella degli Ittiti; il termine "geroglifici luvi" è quello usato in pubblicazioni in lingua inglese. Sono tipologicamente simili ai geroglifici egiziani, ma non derivano graficamente da quella scrittura, e non sono noti per avere giocato un ruolo sacro come quelli in Egitto. I segni di questa scrittura anatolica, così come non hanno alcuna relazione con i geroglifici egiziani, non ne hanno nemmeno con quelli cretesi. Non c'è nemmeno collegamento dimostrabile con la scrittura cuneiforme ittita.
Il termine paleografia musicale, analogamente alla paleografia, deriva dal greco palaiòs "antico" e graphein "scrivere", ed è la disciplina che studia la storia della scrittura musicale, specialmente quella manoscritta. Si riferisce all'arte di leggere, interpretare e spiegare gli spartiti musicali antichi. La capacità del paleografo musicale è quella di capire e tradurre non solo lo spartito antico in notazione musicale moderna, ma anche di esprimere il legame tra l'attività di chi scriveva nel passato e tutti gli aspetti dell'esistenza allora connessi a tale attività.
Per umanesimo si intende quel movimento culturale, ispirato da Francesco Petrarca e in parte da Giovanni Boccaccio, volto alla riscoperta dei classici latini e greci nella loro storicità e non più nella loro interpretazione allegorica, inserendo quindi anche usanze e credenze dell’antichità nella loro quotidianità tramite i quali poter avviare una "rinascita" della cultura europea dopo i cosiddetti "secoli bui" del Medioevo. L'umanesimo petrarchesco, fortemente intriso di neoplatonismo e tendente alla conoscenza dell'anima umana, si diffuse in ogni area della penisola (con l'eccezione del Piemonte sabaudo), determinando di conseguenza l'accentuazione di un aspetto della classicità a seconda delle necessità dei "protettori" degli umanisti stessi, vale a dire dei vari governanti. Nel giro del XV secolo, gli umanisti dei vari Stati italiani incominciarono a mantenere forti legami epistolari fra di loro, aggiornandosi riguardo alle scoperte compiute nelle varie biblioteche capitolari o claustrali d'Europa, permettendo alla cultura occidentale la riscoperta di autori e opere fino ad allora sconosciuti. Per avvalorare l'autenticità e la natura dei manoscritti ritrovati, gli umanisti, sempre sulla scia di Petrarca, favorirono la nascita della moderna filologia, scienza intesa a verificare la natura dei codici contenenti le opere degli antichi e determinarne la natura (cioè l'epoca in cui quel codice fu trascritto, la provenienza, gli errori contenuti con cui poter effettuare comparazioni in base alle varianti). Dal punto di vista delle aree d'interesse in cui alcuni umanisti si concentrarono maggiormente rispetto ad altre, poi, si possono ricordare le varie "ramificazioni" dell'umanesimo, passando dall'umanesimo filologico all'umanesimo filosofico. L'umanesimo, che trovò le sue basi nelle riflessioni dei filosofi greci sull'esistenza umana e in alcune opere tratte anche dal teatro ellenico, si avvalse anche dell'apporto della letteratura filosofica romana, in primis Cicerone e poi Seneca. Benché l'umanesimo propriamente detto sia stato quello italiano e poi europeo che si diffuse nel XV e in buona parte del XVI secolo (fino alla Controriforma), alcuni storici della filosofia utilizzarono questo termine anche per esprimere certe manifestazioni del pensiero all'interno del XIX e del XX secolo.
Il dialetto bolognese (nome nativo: dialàtt bulgnaiṡ, [di.aˈlat buʎˈɲai̯ð̠]) è una varietà linguistica della lingua emiliana, parlato principalmente nella città metropolitana di Bologna, nel circondario di Castelfranco Emilia in provincia di Modena e, in sottovarianti locali, nei comuni di Sambuca Pistoiese, Cento, Sant'Agostino e Poggio Renatico. Nella città di Argenta (e nelle frazioni limitrofe di Campotto, Bando, Ospital Monacale e Santa Maria Codifiume) viene parlato un dialetto di transizione tra il bolognese e il ferrarese; mentre nel comune di Savignano sul Panaro si parla una variante del modenese con forti connotazioni bolognesi. Viene anche denominato emiliano sud-orientale e appartiene al più vasto gruppo linguistico gallo-italico.
Un radicale (in cinese: 部首; pinyin: Bùshǒu; in dialetto cantonese: Bou6sau2; in giapponese: Bushu ぶしゅ; in coreano: Busu 부수; in vietnamita Bộ thủ) è un componente grafico degli hanzi (汉字, i caratteri cinesi o "sinogrammi"), utilizzato per trovare le parole sul dizionario. Tutti i sinogrammi, sia tradizionali che moderni, sono scomponibili in parti più piccole, che sono proprio i radicali, che quindi formano i "mattoncini" della scrittura, le unità minime. Conoscendo gran parte di queste unità minime e il loro significato, risulta molto semplice memorizzare i caratteri cinesi (sia semplificati che tradizionali), usati per scrivere in cinese e giapponese accanto al kana (e anticamente in coreano e vietnamita). Risulta anche più semplice compiere studi filologici e paleografici sui caratteri cinesi. I loro antenati, trattati in modo succinto in fondo all'articolo, sono i radicali Shuowen (说文解字部首), cioè la prima lista inventata di radicali per semplificare la ricerca in un dizionario. Questa lista ne contiene 540, è stata creata da Xu Shen e inserita nello Shuowen Jiezi (100 d.C. circa). I radicali danno una indicazione semantica (il significato del carattere) anche se non sempre è semplice capirlo, poiché il significato iniziale dell'ideogramma potrebbe essere cambiato col tempo o essere influenzato dalla storia e cultura del momento. A volte il carattere ha una componente fonetica, una "chiave di lettura" che aiuta a indovinare la pronuncia. Il radicale invece si limita a disambiguare il significato. Il 90% dei caratteri cinesi funziona con questo "principio del rebus", con cui si possono comporre decine di caratteri avendo una chiave di lettura fissa o un radicale fisso. I radicali, che hanno dato origine a gran parte dei sinogrammi, sono invece derivati da pittogrammi, cioè disegnini stilizzati di oggetti reali. Durante l'evoluzione della scrittura e calligrafia, si sono stilizzati ulteriormente. Un'ultima stilizzazione avviene con alcuni radicali dopo la semplificazione dei caratteri sotto il regime comunista, nella seconda metà del Novecento. I radicali sono anche utilizzati per classificare nei dizionari i caratteri giapponesi presi in prestito dal cinese, i kanji, e con i loro omonimi coreani, gli hanja, anche se questi ultimi sono poco usati e rimpiazzati dall'hangeul. Gli omonimi vietnamiti, i chu' Nom (che includono i caratteri nazionali vietnamita e i prestiti cinesi, detti stavolta Han tu'), sono oggi in disuso e sono rimpiazzati dall'alfabeto latino. Non c'è un consenso universale riguardo all'esatto numero di radicali esistenti. In ogni caso, lo standard di fatto è la lista di 214 radicali, su cui la maggior parte dei dizionari si basa. Questo standard, creato nel 1615, fu ufficializzato nel celebre dizionario Kāngxī (康熙字典, Kang1xi1 Zi4dian3; in cantonese, Hong1hei1 zi6din2; in giapponese, Kouki Jiten; in coreano, Kangheui Jajeon; in vietnamita, Khang Hi Tự điển), compilato a partire dal 1710 e pubblicato nel 1716 (periodo Qīng 清朝). Per questo motivo vengono detti anche radicali Kangxi (in cinese 康熙部首, Kangxi bushou; in cantonese, Hong1hei1 bou6sau2; in giapponese, Kouki bushu; in coreano, Kangheui busu; in vietnamita, Bộ thủ Khang Hi). Sono lo standard anche per i sinogrammi usati in Giappone (kanji, affiancati a katakana e hiragana), Corea (hanja, pressoché sostituiti dall'hangeul) e Vietnam (chu nom, sostituiti dall'alfabeto latino importato dai missionari). Hanno da un singolo tratto a 17 tratti e, su 214, 195 sono ancora in uso. La pronuncia dei radicali, nelle altre lingue sino-xeniche e nei dialetti conservativi (e.g. il cantonese, l'Hakka o i Minnan come l'Amoy hokkien, l'hokkien taiwanese, lo Shangtou, il Quanzhou e il Chaozhou), conserva delle caratteristiche antiche come gli stop senza rilascio udibile di suono *-p, *-t, *-k, la codina nasale *-m e delle palatalizzazioni non avvenute, tutte caratteristiche risalenti al Primo Cinese Medio. I 214 radicali Kangxi sono ancora in uso, anche se sono stati rimaneggiati nel 2009 fino a formare una lista di 201 radicali, su cui si basano lo Xiandai Hanyu Cidian (现代汉语词典) e lo Xinhua Cidian (新华词典). La lista in questione è stata emanata dal Ministero dell'Educazione della Repubblica Popolare Cinese, si chiama 汉字部首表 (han4zi4 bu4shou3biao3) e, in particolare, ha adattato i Radicali Kangxi alla semplificazione dei caratteri tradizionali, risalente al 1954.
La paleografia latina è la disciplina che studia la storia della scrittura latina dalle origini (VII secolo a.C.) all'inizio del XVI secolo al fine di permettere l'identificazione cronologica e geografica del testo e la sua lettura. La disciplina studia, tra le altre, le seguenti scritture: Capitale libraria, primi secoli d.C. Libraria onciale, II-IX secolo Minuscola corsiva, III-X secolo Scritture precaroline: Minuscola merovingica, Minuscola visigotica e Minuscola beneventana, VII-XIII secolo Libraria semionciale, V-IX secolo: semionciale insulare (nelle isole britanniche) Minuscola carolina, VII-XII secolo Gotica, XII-XIV secolo Umanistica, XIV-XVI secolo, da cui si evolvono le scritture latine moderne.
La genealogia è la scienza che si occupa di accertare e ricostruire documentalmente i legami di parentela che intercorrono tra i membri di una o più famiglie. La ricerca genealogica, come qualsiasi altra istanza scientifica che voglia pervenire a risultati certi e, come tali, verificabili, si attua attraverso l'esplicitazione di un metodo, fondato nel caso specifico su conoscenze interdisciplinari che, coniugando in modo sistematico esperienze di carattere storico-sociale, archivistico e giuridico (diritto di famiglia), nonché socio-linguistico (onomastica) e di storia della scrittura (paleografia), forniscano gli strumenti idonei per reperire, leggere, comprendere e contestualizzare le fonti. Gli esiti di questa attività possono essere rappresentati anche attraverso l'ausilio di alcuni supporti, cartacei e/o informatici, come ad esempio l'albero genealogico, equivalente ad un grafico per la rappresentazione delle diverse generazioni e relative diramazioni di un medesimo ceppo familiare, avente capostipite comune. Il termine per estensione è usato nel linguaggio comune anche come sinonimo di stirpe.
Ilio Calabresi (Montepulciano, 8 luglio 1931 – Sarteano, 27 febbraio 2014) è stato un medievista, paleografo e linguista italiano.
Giorgio Cencetti (Roma, 30 gennaio 1908 – Roma, 13 giugno 1970) è stato un paleografo e archivista italiano.
Aldo Pio Manuzio (Aldus Pius Manutius in latino; Bassiano, tra 1449 e 1452 – Venezia, 6 febbraio 1515) è stato un editore, grammatico e umanista italiano. È ritenuto tra i maggiori editori d'ogni tempo, oltre che uno dei primi editori in senso moderno in Europa. Introdusse il carattere a stampa corsivo e il formato in ottavo. Con le sue numerose innovazioni segnò la storia dell'editoria e promosse avanzamenti in tipografia insuperati fino ai nostri giorni.
La storia della letteratura italiana inizia nel XII secolo, quando nelle diverse regioni della penisola italiana si iniziò a scrivere in italiano con finalità letterarie. Il Ritmo laurenziano è la prima testimonianza di una letteratura in lingua italiana. Gli storici della letteratura individuano l'inizio della tradizione letteraria in lingua italiana nella prima metà del XIII secolo con la scuola siciliana di Federico II di Svevia, Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, anche se il primo documento letterario di cui sia noto l'autore è considerato il Cantico delle creature di Francesco d'Assisi. In Sicilia, a partire dal terzo decennio del XIII secolo, sotto il patrocinio di Federico II si era venuto a formare un ambiente di intensa attività culturale. Queste condizioni crearono i presupposti per il primo tentativo organizzato di una produzione poetica in volgare romanzo, il siciliano, che va sotto il nome di "scuola siciliana" (così definita da Dante nel suo “De vulgari Eloquentia”). Tale produzione uscì poi dai confini siciliani per giungere ai comuni toscani e a Bologna e qui i componimenti presero ad essere tradotti e la diffusione del messaggio poetico divenne per molto tempo il dovere di una sempre più nota autorità comunale. Quando la Sicilia passò il testimone ai poeti toscani, coloro che scrivevano d'amore vi associarono, seppure in maniera fresca e nuova, i contenuti filosofici e retorici assimilati nelle prime grandi università, prima di tutto quella di Bologna. I primi poeti italiani provenivano dunque da un alto livello sociale e furono soprattutto notai e dottori in legge che arricchirono il nuovo volgare dell'eleganza del periodare latino che conoscevano molto bene attraverso lo studio di grandi poeti latini come Ovidio, Virgilio, Lucano. Ciò che infatti ci permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua, e la consapevolezza nella popolazione italiana di parlare una lingua che pur nata verso il X secolo si emancipa completamente dalla promiscuità col latino solo nel XIII secolo.