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La Resistenza italiana, semplicemente Resistenza, anche detta Resistenza partigiana o Secondo Risorgimento, fu l'insieme di movimenti politici e militari che in Italia dopo l'armistizio di Cassibile si opposero al nazifascismo nell'ambito della guerra di liberazione italiana. Nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana: l'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al Comitato di Liberazione Nazionale e che, a guerra finita, scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo. Il movimento della Resistenza – inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazifascista – fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra. Il periodo storico in cui il movimento fu attivo ha inizio dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 (il CLN fu fondato a Roma il 9 settembre), e termina nei primi giorni del maggio 1945, durando quindi venti mesi circa. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data dell'appello diramato dal CLNAI per l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell'Alta Italia. Alcuni storici hanno evidenziato più aspetti contemporaneamente presenti all'interno del fenomeno della Resistenza: "guerra patriottica" e lotta di liberazione da un invasore straniero; insurrezione popolare spontanea; "guerra civile" tra antifascisti e fascisti, collaborazionisti con i tedeschi; "guerra di classe" con aspettative rivoluzionarie soprattutto da parte di alcuni gruppi partigiani socialisti e comunisti.
Il Granducato di Toscana fu un antico Stato italiano esistito per duecentonovanta anni, tra il 1569 e il 1859, costituito con bolla emessa da papa Pio V il 27 agosto 1569, dopo la conquista della repubblica di Siena da parte della dinastia dei Medici, reggitori della Repubblica di Firenze, nella fase conclusiva delle guerre d'Italia del XVI secolo. Fino alla seconda metà del XVIII secolo fu uno stato confederale costituito dal Ducato di Firenze (detto "Stato vecchio") e dallo Stato Nuovo di Siena, in unione personale nel granduca. Il titolo traeva origine da quello del Ducato di Tuscia, poi Marca di Tuscia e quindi Margraviato di Toscana, titolo giuridico di governo del territorio di natura feudale in epoca longobarda, franca e post-carolingia. Dopo l'estinzione della dinastia medicea, nel 1737 subentrò la dinastia degli Asburgo-Lorena, che resse le sorti del granducato sino all'unità d'Italia, pur con l'interruzione dell'epoca napoleonica. Tra il 1801 ed il 1807, infatti, Napoleone Bonaparte occupò la Toscana e l'assegnò alla casata dei Borbone-Parma col nome di regno d'Etruria. Col crollo dell'impero napoleonico nel 1814, venne restaurato il granducato. Nel 1859 la Toscana venne occupata dalle truppe del regno di Sardegna e divennero note col nome di Province dell'Italia Centrale. La Toscana venne formalmente annessa al regno sardo nel 1860, come parte del processo di unificazione nazionale, con un referendum popolare che sfiorò il 95% dei si.
L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine commesso dai soldati nazisti della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal generale (Gruppenführer) Max Simon, e dagli austriaci, iniziato all'alba del 12 agosto 1944 a Mulina e concluso nel tardo pomeriggio a Valdicastello Carducci e Capezzano Monte. Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
L'eccidio del Padule di Fucecchio fu un crimine di guerra commesso da un reparto della 26ª Divisione corazzata tedesca, agli ordini del generale Peter Eduard Crasemann, il 23 agosto 1944. Nella strage, avvenuta nella vasta area pianeggiante compresa tra le province di Pistoia e Firenze, denominato Padule di Fucecchio, persero la vita 174 civili (uomini, donne e bambini).
Mostro di Firenze è la denominazione utilizzata dai media italiani per riferirsi all'autore o agli autori di una serie di otto duplici omicidi avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia di Firenze. L'inchiesta avviata dalla procura di Firenze ha portato alla condanna in via definitiva di due uomini identificati come autori materiali di quattro duplici omicidi, i cosiddetti "compagni di merende" Mario Vanni e Giancarlo Lotti (reo confesso e chiamante in correità dei presunti complici), mentre il terzo, Pietro Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per sette degli otto duplici omicidi e successivamente assolto in appello, è morto prima di essere sottoposto a un nuovo processo di appello, da celebrarsi a seguito dell'annullamento nel 1996 della sentenza di assoluzione da parte della Cassazione. Le procure di Firenze e Perugia sono state impegnate in numerose indagini volte a individuare i responsabili esecutori materiali per quattro duplici omicidi e poi i possibili mandanti. Le indagini si sono focalizzate anche su un possibile movente di natura esoterica, che avrebbe spinto una o più persone a commissionare i delitti. La vicenda ebbe molto risalto mediatico in quanto fu il primo caso di omicidi seriali in Italia riconosciuto come tale e uno dei più sanguinosi del Paese, oltre che dilatato nel tempo, che creò una vera e propria psicosi da mostro, di anno in anno, e mise le basi anche per riflessioni dal punto di vista sociale: suscitando estrema paura per la tipologia di vittime (giovani fidanzati in atteggiamenti intimi), aprì l'opinione pubblica italiana al dibattito sull'opportunità di concedere con maggiore disinvoltura la possibilità per i figli di trovare l'intimità a casa, evitando così i luoghi isolati e pericolosi.
La storia di Firenze riguarda le vicende storiche relative a Firenze, città dell'Italia centrale.
Le Brigate Bruzzi-Malatesta furono una brigata partigiana anarchica. Nate come "Brigate Malatesta", dopo la morte di Pietro Bruzzi assunsero il nome di "Brigate Bruzzi-Malatesta" e potevano contare, secondo alcune fonti, su circa 1300 militanti partigiani che agivano di concerto con le Brigate Matteotti. In ogni caso si sono conservati elenchi che comprendono oltre 500 nominativi. Giuseppe Pinelli fu staffetta della Brigata autonoma Franco, che alcuni elementi fanno ritenere fosse in contatto con le Brigate Bruzzi - Malatesta . Le Brigate Bruzzi-Malatesta, attive sia a Milano che nel Pavese e nelle valli bresciane, sono le protagoniste di alcune ardimentose azioni partigiane rimaste nella storia della Resistenza, come la liberazione degli imprigionati a Villa Triste presso Milano, luogo di tortura per partigiani da parte della banda Koch, nel 1944 (poco prima della chiusura) ed il 25 aprile 1945 sono sempre le Brigate Bruzzi-Malatesta che dopo aver occupato la Carlo Erba affinché non venisse distrutta dai nazifascisti in fuga, attaccano e prendono possesso del braccio politico di San Vittore e di seguito partecipano all'occupazione della sede EIAR presso corso Sempione. Suddivise in quattro formazioni estesero la loro azione alla Lomellina e alla Val Trompia spingendosi ad operare fino in valli venete. Comandanti militari erano Orazio Mario Perelli, Germinal Concordia ed Antonio Pietropaolo (per la zona pavese), mentre Mario Mantovani era commissario politico. Anche Romeo Asara ricoprì importanti ruoli militari. I ruoli nell'organizzazione mutarono tuttavia più volte, anche a seguito dell'arresto di Concordia e Pietropaolo .
I crimini di guerra giapponesi (descritti come olocausto asiatico o atrocità di guerra giapponesi) avvennero in molti paesi dell'Asia e del Pacifico durante il periodo dell'espansionismo giapponese, soprattutto durante la seconda guerra sino-giapponese e la seconda guerra mondiale. Alcuni crimini di guerra vennero commessi dal personale militare dell'Impero giapponese nel tardo XIX secolo, anche se la maggior parte avvennero durante la prima parte del periodo Shōwa, il nome dato al regno dell'imperatore Hirohito, fino alla sconfitta militare dell'Impero giapponese nel 1945. Gli storici e i governi di alcuni paesi ritengono le forze militari giapponesi, vale a dire l'Esercito Imperiale Giapponese, la Marina imperiale giapponese e la Famiglia imperiale del Giappone, soprattutto l'Imperatore Hirohito, responsabili degli omicidi e degli altri crimini commessi contro milioni di civili e prigionieri di guerra. Alcuni soldati giapponesi ammisero di aver commesso tali crimini. Gli avieri del Dai-Nippon Teikoku Rikugun Kōkū Hombu e del Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu non erano inclusi come criminali di guerra in quanto non c'era un diritto positivo o una specifica consuetudine del diritto internazionale umanitario che proibiva le condotte illecite di guerra aerea moderna prima e durante la Seconda guerra mondiale. Il servizio aeronautico dell'esercito imperiale giapponese prese parte nella conduzione di attacchi biologici e chimici sui cittadini nemici sia durante la Seconda guerra sino-giapponese sia durante la Seconda guerra mondiale e l'uso di tali armi nella guerra era generalmente vietato dagli accordi internazionali sottoscritti dal Giappone, comprese le Conferenze internazionali per la pace dell'Aia (1899 e 1907), che vietavano "l'uso di veleni o armi avvelenate" in guerra. Dal 1950 in poi, gli alti funzionari governativi giapponesi espressero numerose scuse per i crimini di guerra del paese. Il Ministero degli affari esteri del Giappone afferma che il paese riconosce il suo ruolo nell'aver causato "danni enormi e sofferenze" durante la Seconda guerra mondiale, soprattutto per quanto riguarda l'ingresso a Nanchino, durante il quale i soldati giapponesi uccisero un gran numero di non combattenti e si impegnarono in saccheggi e stupri. Alcuni membri del Partito Liberal Democratico del governo giapponese, come l'ex primo ministro Jun'ichirō Koizumi e l'ex primo ministro Shinzō Abe, pregarono al Santuario Yasukuni, il cui Libro delle Anime comprende come vittime onorevoli di guerra anche criminali di guerra di classe A condannati. Alcuni libri di testo giapponesi descrissero solo brevi riferimenti ai vari crimini di guerra e membri del Partito Liberal Democratico come Shinzo Abe negarono alcune delle atrocità, ad esempio il coinvolgimento del governo nel rapire donne da impiegare alla stregua di Comfort women (schiave del sesso).
Il castello di Pietramogolana è un maniero medievale i cui resti sorgono su uno spuntone di roccia a strapiombo sul fiume Taro a Pietramogolana, piccola frazione di Berceto, in provincia di Parma.
La guerra attiva nel corso della storia è stata soprattutto una questione affidata agli uomini, ma anche le donne vi hanno spesso svolto un loro ruolo, finanche in combattimento. Per quel che riguarda le donne governati di un regno che conducevano una campagna militare era un caso comune, quelle donne che invece hanno partecipato attivamente ad una guerra sono state relativamente rare. La seguente lista di donne nelle guerre della storia moderna si riferisce a figure importanti e di primo piano durante il periodo che va dal 1500 al 1699.
La storia del fascismo italiano prende avvio alla fine del 1914, con la fondazione, da parte del giornalista Benito Mussolini, del Fascio d'azione rivoluzionaria, in seno ad un movimento di interventismo nella prima guerra mondiale. Le espressioni ventennio fascista o semplicemente ventennio si riferiscono al periodo che va dalla presa del potere del fascismo e di Mussolini, ufficialmente avvenuta il 29 ottobre 1922, sino alla fine del regime, avvenuta formalmente il 25 luglio 1943. Specialmente dalla propaganda del regime veniva inoltre utilizzata la locuzione Italia fascista per indicare il Regno d'Italia sotto il governo di Mussolini e del Partito Nazionale Fascista.
Il biennio rosso in Italia è la locuzione con cui viene comunemente indicato il periodo della storia d'Italia compreso fra il 1919 e il 1920, caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro conclusione con l'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920. In tale periodo si verificarono, soprattutto nell'Italia centro-settentrionale, mobilitazioni contadine, tumulti annonari, manifestazioni operaie, occupazioni di terreni e fabbriche con, in alcuni casi, tentativi di autogestione. Le agitazioni si estesero anche alle zone rurali e furono spesso accompagnate da scioperi, picchetti e scontri. Una parte della storiografia estende la locuzione ad altri paesi europei, interessati, nello stesso periodo, da analoghi moti. L'espressione "biennio rosso" entrò nell'uso comune già nei primi anni venti, con accezione negativa; venne utilizzata da pubblicisti di parte borghese per sottolineare il grande timore suscitato, nelle classi possidenti, dalle lotte operaie e contadine che ebbero luogo nel 1919-20, e quindi per giustificare la reazione fascista che ne seguì. Negli anni settanta, il termine "biennio rosso", questa volta con connotazioni positive, venne ripreso da una parte della storiografia, politicamente impegnata a sinistra, che incentrò la sua attenzione sulle agitazioni del 1919-20, considerandole come uno dei momenti di più forte scontro di classe e come esperienza esemplare nella storia delle relazioni che intercorrono fra l'organizzazione della classe operaia e la spontaneità delle sue lotte.
La guerra di liberazione italiana (meglio nota semplicemente come guerra di liberazione nazionale nell’ambito storiografico italiano) fu il complesso di operazioni militari ed azioni di guerriglia condotte dagli Alleati i quali ebbero un ruolo centrale per la cacciata dei tedeschi (già fortemente indeboliti nel versante dell'Europa dell'est dall'URSS), mentre per la lotta all'RSI l'azione principale avvenne tramite l'Esercito Cobelligerante Italiano e dalle brigate partigiane operanti nell'ambito della resistenza italiana durante la campagna d'Italia, ottenendo la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista durante la seconda guerra mondiale.Dal punto di vista formale, il Regno d'Italia (limitato alle regioni occupate dagli Alleati) dichiarò guerra alla Germania nazista il 13 ottobre 1943, ma già dalla sera dell'8 settembre, mentre il Regio Esercito senza ordini efficaci da parte del Comando supremo si disgregava e cedeva le armi sotto l'attacco tedesco - pur con alcuni rilevanti episodi di resistenza armata - esponenti dei partiti antifascisti avevano costituito le prime organizzazioni politico-militari per opporsi all'occupante, dando inizio alla Resistenza partigiana, animata - soprattutto nei primi mesi - in larga parte da militari italiani sfuggiti alla cattura da parte tedesca. Dopo quasi due anni di combattimenti sia sulla linea del fronte che nelle regioni occupate ed amministrate dai tedeschi, con la collaborazione del nuovo Stato fascista costituito da Mussolini dopo la liberazione dalla prigionia sul Gran Sasso, le ostilità cessarono formalmente il 29 aprile 1945 con la resa incondizionata dell'esercito tedesco. Successivamente a questa data, vi furono ancora alcuni combattimenti su territorio italiano e violenze e rappresaglie contro reparti fascisti ed esponenti politici o militari collaborazionisti. Le operazioni si svolsero a partire dal settembre 1943 dopo l'armistizio di Cassibile e sino alla fine della seconda guerra mondiale. Il 25 aprile 1945, anniversario della liberazione d'Italia, è celebrato in Italia come data simbolica della liberazione dell'intero territorio nazionale dalla dittatura e dall'occupazione.
Cesare Beccaria Bonesana, marchese di Gualdrasco e di Villareggio (Milano, 15 marzo 1738 – Milano, 28 novembre 1794), è stato un giurista, filosofo, economista e letterato italiano considerato tra i massimi esponenti dell'illuminismo italiano, figura di spicco della scuola illuministica milanese. La sua opera principale, il trattato Dei delitti e delle pene, in cui viene condotta un'analisi politica e giuridica contro la pena di morte e la tortura sulla base del razionalismo e del pragmatismo di stampo utilitarista, è tra i testi più influenti della storia del diritto penale ed ispirò tra gli altri il codice penale voluto dal granduca Pietro Leopoldo di Toscana. Nonno materno di Alessandro Manzoni, Cesare Beccaria è considerato inoltre come uno dei padri fondatori della teoria classica del diritto penale e della criminologia di scuola liberale.
La guerra in Afghanistan del 1979-1989, talvolta indicata anche come guerra russo-afghana, invasione sovietica dell'Afghanistan o intervento sovietico in Afghanistan, fu un conflitto intercorso tra il 24 dicembre 1979 e il 15 febbraio 1989 nel territorio dell'Afghanistan, e che vide contrapposte da un lato le forze armate della Repubblica Democratica dell'Afghanistan (RDA), sostenute da un massiccio contingente di truppe terrestri e aeree dell'Unione Sovietica, e dall'altro vari raggruppamenti di guerriglieri afghani collettivamente noti come mujaheddin, appoggiati materialmente e finanziariamente da un gran numero di nazioni estere; il conflitto viene considerato parte della guerra fredda nonché prima fase della più ampia guerra civile afghana. Il conflitto ebbe inizio con l'invasione del paese a opera delle forze dell'Armata Rossa sovietica, intenzionate a deporre il presidente della RDA Hafizullah Amin per rimpiazzarlo con Babrak Karmal; l'intervento militare dell'URSS provocò una recrudescenza della guerriglia afghana contro il regime della RDA, già da tempo molto estesa nel paese: i combattenti mujaheddin, divisi in più schieramenti e partiti che mai nel corso del conflitto ebbero una guida unitaria, intrapresero quindi una lunga campagna di guerriglia a danno delle forze sovietico-afghane, spalleggiati in questo senso dagli armamenti, dai rifornimenti e dall'appoggio logistico fornito loro (in modo non ufficiale) da nazioni come gli Stati Uniti, il Pakistan, l'Iran, l'Arabia Saudita, la Cina e il Regno Unito. Dopo più di nove anni di guerra, che provocarono vaste distruzioni all'Afghanistan nonché ampie perdite di vite civili, l'intervento sovietico nel conflitto ebbe termine con una ritirata generale delle proprie truppe conclusa il 15 febbraio 1989, dopo la firma degli accordi di Ginevra tra RDA e Pakistan; gli scontri tra mujaheddin e truppe governative proseguirono nell'ambito della guerra civile afghana, fino alla caduta del governo della RDA nell'aprile del 1992. Viene definito da alcuni storici come il "Vietnam sovietico", tracciando un parallelo con la guerra del Vietnam intrapresa dagli Stati Uniti.
La guerra del Golfo (2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991), detta anche prima guerra del Golfo in relazione alla cosiddetta seconda guerra del Golfo, è il conflitto che oppose l'Iraq ad una coalizione composta da 35 stati formatasi sotto l'egida dell'ONU e guidata dagli Stati Uniti, che si proponeva di restaurare la sovranità del piccolo emirato del Kuwait, dopo che questo era stato invaso e annesso dall'Iraq. Fu anche un evento mediatico che segnò uno spartiacque nella storia dei media: fu infatti definita la prima guerra del villaggio globale.
La guerra d'indipendenza americana, nota negli Stati Uniti principalmente come guerra rivoluzionaria americana (in inglese: American War of Independence o American Revolutionary War) e in Francia, raramente, come guerra d'America (in francese: guerre d'Amérique), fu il conflitto che, tra il 19 aprile 1775 e il 3 settembre 1783, oppose le Tredici colonie nordamericane, diventate successivamente gli Stati Uniti d'America, alla loro madrepatria, il Regno di Gran Bretagna. A partire dal 1778 la guerra, iniziata come ribellione indipendentistica locale, si trasformò in un conflitto globale tra le grandi potenze europee per il predominio sui mari e nei territori coloniali. La Francia entrò in guerra a fianco degli americani e, in alleanza anche con la Spagna e le Province Unite, cercò di sfidare il predominio britannico e di ottenere la rivincita dopo la sconfitta nella guerra dei sette anni. La Gran Bretagna invece poté rafforzare il suo corpo di spedizione in America reclutando numerosi contingenti di truppe mercenarie tedesche, i cosiddetti Assiani, forniti, dietro compenso in denaro, dall'Assia-Kassel, dall'Elettorato di Hannover e da altri piccoli stati tedeschi. Dopo alterne vicende, la sconfitta britannica a Yorktown contro le forze franco-americane guidate dal generale George Washington e dal generale Jean-Baptiste de Rochambeau, segnò una svolta decisiva della guerra. Il trattato di Parigi, firmato nel 1783, pose ufficialmente fine al conflitto, già concluso di fatto tra il 1781 e il 1782. Con la pace, gli Stati Uniti furono riconosciuti dal Regno Unito, che dovette cedere alla Francia il Senegal, Santa Lucia e Tobago, alla Spagna la Florida e Minorca e alle Province Unite le sue colonie asiatiche. La Francia tuttavia, nonostante alcuni successi, non riuscì a strappare alla Gran Bretagna il dominio dei mari e la corona britannica mantenne il possesso delle Antille e del Canada mentre buona parte dell'India rimaneva sotto il controllo della Compagnia britannica delle Indie orientali.
Enrico Guido Bocci nome di battaglia Placido (Fabriano, 28 giugno 1896 – 18 giugno ? 1944) è stato un avvocato, partigiano e antifascista italiano, Medaglia d'oro al valor militare per l'impegno nella Resistenza. Il giorno della morte non è ancora sicuro. Si hanno notizie di Bocci fino al 18 giugno 1944. Il suo corpo non fu più trovato. Sulla sparizione della salma... "molte ipotesi e congiutture sono state fatte"- si legge nella sentenza d'appello del processo- "ma non fu mai possibile sciogliere questo mistero a causa dell'ostinato e inqualificabile silenzio degli imputati... ed oggi ancora è ignoto dove riposano le ossa di quel Grande".
L'eccidio di Cefalonia fu un crimine di guerra compiuto da reparti dell'esercito tedesco a danno dei soldati italiani presenti su quelle isole alla data dell'8 settembre 1943, giorno in cui fu annunciato l'armistizio di Cassibile che sanciva la cessazione delle ostilità tra l'Italia e gli anglo-americani. In massima parte i soldati presenti facevano parte della divisione Acqui, ma erano presenti anche finanzieri, Carabinieri ed elementi della Regia Marina. Analoghi avvenimenti si verificarono a Corfù che ospitava un presidio della stessa divisione Acqui. La guarnigione italiana di stanza nell'isola greca si oppose al tentativo tedesco di disarmo, combattendo sul campo per vari giorni con pesanti perdite, fino alla resa incondizionata, alla quale fecero seguito massacri e rappresaglie nonostante la cessazione di ogni resistenza. I superstiti furono quasi tutti deportati verso il continente su navi che finirono su mine subacquee o furono silurate, con gravissime perdite umane.
Indro Montanelli, nome completo Indro Alessandro Raffaello Schizògene Montanelli (Fucecchio, 22 aprile 1909 – Milano, 22 luglio 2001), è stato un giornalista e scrittore italiano. Tra i più popolari giornalisti italiani del Novecento, si distinse per la concisione e limpidezza della sua scrittura, iniziando la sua carriera durante il ventennio fascista. Successivamente fu per circa quattro decenni l'uomo-simbolo del principale quotidiano d'Italia, il Corriere della Sera. In seguito, lasciato il Corriere per contrasti sulla nuova linea politica della testata, diresse per vent'anni un altro quotidiano fondato da lui stesso, il Giornale, distinguendosi come opinionista di stampo conservatore. Fu gravemente ferito nel 1977 in un attentato dai terroristi delle Brigate Rosse. Con l'entrata in politica di Silvio Berlusconi, da lui apertamente disapprovata, lasciò Il Giornale e, nel marzo 1994, fondò la Voce, un quotidiano che chiuse tuttavia l'anno seguente. Fu anche l'autore di una collana di libri di storia a carattere divulgativo, Storia d'Italia, i quali narrano la storia d'Italia dall'antichità alla fine del XX secolo. In ciascuna di queste attività Montanelli seppe conquistare un largo seguito di lettori.
Con la denominazione di Castelli Romani si indica un insieme di paesi o cittadine dei Colli Albani posti a breve distanza da Roma, in parte del territorio del Latium Vetus. Come ha ricostruito lo storico Giuseppe Tomassetti (1848-1911), la denominazione risale al XIV secolo quando molti abitanti di Roma, per sfuggire alle difficoltà economiche e politiche derivanti dalla Cattività avignonese, si rifugiarono nei castelli delle famiglie feudali romane dei Savelli (Albano e Castel Savello, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca Priora), degli Annibaldi (Molara, Monte Compatri, Rocca di Papa), degli Orsini (Marino) e dei Colonna (Monte Porzio Catone, Nemi, Colonna, Genzano e Civita Lavinia).
La locuzione guerra civile in Italia è impiegata nella storiografia di settore, anche internazionale, per riferirsi agli eventi accaduti durante la seconda guerra mondiale, in un periodo compreso tra l'annuncio dell'armistizio di Cassibile (8 settembre 1943) e la resa di Caserta (2 maggio 1945), durante il quale si verificarono combattimenti tra reparti militari della Repubblica Sociale Italiana (RSI), collaborazionisti con le truppe occupanti della Germania nazista, e i partigiani italiani (inquadrati militarmente nel Corpo Volontari della Libertà e in maggioranza politicamente organizzati nel Comitato di Liberazione Nazionale), sostenuti materialmente dagli Alleati, nell'ambito della guerra di liberazione italiana e della campagna d'Italia. Oltre ai combattimenti diretti tra i reparti armati delle due parti, si registrarono anche rappresaglie sulla popolazione civile e repressioni da parte delle autorità della RSI, contrasti interni al movimento partigiano, mentre rari furono gli scontri armati tra le truppe fasciste e quelle fedeli al governo monarchico, il cosiddetto "Regno del Sud".
Le donne nelle guerre del Medioevo hanno svolto ed interpretato una gran varietà di ruoli.
La guerra del Kosovo fu un conflitto armato, svoltosi tra il febbraio 1998 e l'11 giugno 1999, riguardante lo status del Kosovo, allora compreso nella Repubblica Federale di Jugoslavia.
Castelvecchio è una frazione del comune italiano di Pescia, nella provincia di Pistoia, Toscana. Distante dal capoluogo comunale circa 9 km, il borgo fa parte delle "dieci castella" nella Valleriana (conosciuta anche come Svizzera Pesciatina). Castelvecchio mantiene la sua struttura delle origini medioevali, a partire dalle vie del borgo fino all'architettura delle abitazioni. Sopra al centro svetta la storica pieve dei Santi Ansano e Tommaso, il monumento religioso più noto di tutta la Valleriana e Monumento Nazionale dal 1875. Nelle vicinanze del paese nel 2015 fu ritrovato un meteorite che nella classificazione ufficiale ha preso il nome Castelvecchio.
Il fascismo è stato un movimento politico nato in Italia all'inizio del XX secolo, ad opera del politico, giornalista e futuro dittatore Benito Mussolini. Alcune delle dottrine e delle pratiche elaborate e adottate dal fascismo italiano si sono diffuse in seguito, anche se con caratteristiche differenti, in Europa e in altri paesi del mondo. Si caratterizzò come un movimento nazionalista, autoritario, autocratico e totalitario; l'ideologia sottesa a tale movimento è stata interpretata allo stesso tempo come rivoluzionaria e reazionaria; in particolare, il fascismo si autodefiniva, ed è considerato da alcuni, come alternativo al capitalismo liberale. Sul piano ideologico fu populista, collettivista, statalista, fautore della funzione sociale della proprietà privata e della divisione della società in classi. Trovò i suoi precursori, negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, nel movimento artistico del futurismo - il cui ispiratore, Filippo Tommaso Marinetti, aderì successivamente al movimento di Mussolini -, nel decadentismo di D'Annunzio e in numerosi altri pensatori e azionisti politici nazionalisti che si ritrovarono nella rivista Il Regno (Giuseppe Prezzolini, Luigi Federzoni, Giovanni Papini), molti dei quali militarono in seguito nelle file fasciste. Importante fu anche il contributo di correnti di pensiero della sinistra non marxista, quali il sindacalismo rivoluzionario, ispirato alla dottrina del pensatore francese Georges Sorel. Una spinta decisiva alla nascita del fascismo è dovuta anche al fenomeno, conseguenza della prima guerra mondiale, dell'arditismo e del reducismo. La critica storica di alcuni studiosi come Piero Calamandrei o Paolo Alatri esita tuttavia ad attribuire una base ideologica al movimento fascista connotato, specie fra il 1920 e il 1924, da diverse filosofie operative, con repentini e opportunistici cambiamenti di impostazione politica tali da negare di per se stessi l'esistenza di una dottrina unitaria al movimento prima e al partito poi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale si sono sviluppate una serie di correnti che si rifanno all'ideologia, definite come neofascismo; tuttavia, la natura prevalente del movimento è tuttora oggetto di dibattito. L'apologia del fascismo ad oggi nell'ordinamento giuridico italiano è un reato.
Il castello errante di Howl (ハウルの動く城 Hauru no ugoku shiro?), noto anche col titolo internazionale inglese Howl's Moving Castle, è un film d'animazione del 2004 diretto da Hayao Miyazaki. La sceneggiatura, ad opera dello stesso regista Miyazaki, è adattata dal romanzo omonimo del 1986 di Diana Wynne Jones, pubblicato in Italia nel 2005 da Kappalab. Il film, prodotto dallo Studio Ghibli, presenta molte delle caratteristiche tipiche delle opere di Miyazaki: ha come protagonista una ragazza, come Nausicaä della Valle del vento, La città incantata, Laputa - Castello nel cielo e Kiki - Consegne a domicilio, ed ha un'ambientazione che ricorda nei vestiti e nell'architettura l'Europa degli inizi del Novecento, ma in un mondo in cui è presente la magia. Gli avvenimenti si svolgono in una nazione vagamente mitteleuropea di fantasia che può ricordare l'Alsazia, l'Austria o la zona dell'Istria negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, nonché le montagne delle Alpi. Alcuni edifici delle città ricordano quelli della città alsaziana di Colmar, che Miyazaki ha riconosciuto come una fonte di ispirazione per l'ambientazione del film, altri la Vienna di epoca imperiale. L'ambientazione tra il tardo Ottocento e il primo Novecento e la presenza di automobili e macchine da guerra con una tecnologia ibrida da quella dell'epoca e quella fantascientifica collocano l'opera anche nel filone steampunk. Il film, che si trova alla posizione numero 230 della classifica dei "500 migliori film della storia" della rivista Empire, è stato presentato in concorso alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, conquistando il Premio Osella per il migliore contributo tecnico. È uscito nelle sale italiane solo l'anno successivo (il 9 settembre 2005) in concomitanza con la 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, durante la quale Miyazaki è stato premiato con il Leone d'oro alla carriera, unico regista di film d'animazione a conquistare sia l'Oscar che il Leone d'oro.
Fornovo di Taro (Fornóv in dialetto parmigiano) è un comune italiano di 5 898 abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna. È situato sulla SS 62 della Cisa ai piedi della salita che conduce a Berceto e al Passo della Cisa. È situato sul Taro, il fiume più importante che attraversa la provincia di Parma, che è un affluente del Po.
Casale Monferrato (IPA: [kaˈsale moɱferˈrato], Casal Monfrà in piemontese, Casà in dialetto monferrino) è un comune italiano di 33 425 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte. È il secondo comune più popolato della provincia, dopo il capoluogo. Sin da quando divenne municipium romano la città è stata il centro più importante del circondario; dopo un periodo di decadenza causata dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente e dalle invasioni dei popoli barbari, infatti, divenne un libero Comune e dal XV al XVI secolo fu la capitale dei Paleologi. Successivamente divenne dominio dei Gonzaga, che costruirono una delle più grandi e prestigiose cittadelle europee. Contesa nel corso del XVII e XVIII secolo tra francesi e spagnoli, durante il Risorgimento fu uno dei baluardi difensivi contro l'Impero austriaco.
Il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna italiana. Ampia circa 2 000 ettari, si sviluppa tra le province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e Pisa. La grande maggioranza dell'area è situata nella zona della Valdinievole, quindi a sud dell'Appennino Pistoiese, fra il Montalbano e le Colline delle Cerbaie; presenta come unico emissario il canale Usciana.
Gli Aleramici furono un'importante famiglia feudale di origine franca (o franco-salica), i cui diversi rami furono protagonisti della storia di varie regioni italiane, principalmente il Piemonte e la Liguria, ma anche la Sicilia e il Mezzogiorno d'Italia in epoca sveva. Discendenti da un ceppo dell'aristocrazia militare e funzionariale del Regno dei Franchi Occidentali, giunsero in Italia alla fine del IX secolo in seguito alla sconfitta del candidato imperiale Guido di Spoleto, del quale erano partigiani. Il capostipite ed eponimo Aleramo, figlio di un conte salico chiamato Guglielmo, fu fedele dapprima dei re d'Italia Ugo di Provenza e Berengario II d'Ivrea, ma, in seguito, si alleò all'imperatore Ottone I di Sassonia, dal quale fu riconfermato nel governo della Marca che da lui prese il nome nell'anno 967. Tale entità territoriale si estendeva dall'odierna provincia di Vercelli fino al Ponente Ligure. Dal dominio originario di Aleramo discenderanno nei secoli seguenti numerose dinastie sovrane, alcune delle quali ancora esistenti oggi, che governarono vaste aree dell'Italia nord-occidentale con il titolo di marchesi. Particolarmente rilevanti furono il Marchesato del Monferrato, il Marchesato di Saluzzo, nonché i marchesati di Busca e di Ceva. L'originaria Marca di Savona, sorta dalla divisione dei domini dell'aleramico Bonifacio del Vasto, si estinse invece alla metà del XII secolo per l'erezione della città in libero comune; dall'antico Stato savonese sorsero numerosi marchesati carretteschi, tra i quali il più importante fu il Marchesato di Finale. Nel corso del XII secolo i marchesi di Monferrato assursero ad un ruolo di protagonisti delle vicende del loro tempo. Il marchese Guglielmo V detto il Vecchio, nipote di papa Callisto II e cognato dell'imperatore Corrado III del Sacro Romano Impero e del re di Francia Luigi VI, fu uno dei comandanti della Seconda crociata. Schierato sul fronte filo-imperiale, come sarà proprio della tradizione ghibellina del suo casato, Guglielmo fu tra i più potenti signori feudali d'Europa: venne descritto dal cognato, il vescovo Ottone di Frisinga, come "l'unico dei signori d'Italia che sia sfuggito al potere delle città. Tra i suoi quattro figli, Bonifacio I degli Aleramici fu uno dei capi della Quarta crociata e fondò il Regno di Tessalonica nel 1204, mentre il nipote Baldovino V, il figlio Corrado e Maria, figlia del precedente, furono sovrani del Regno di Gerusalemme, rispettivamente dal 1185 al 1186, dal 1190 al 1192 (de facto), e dal 1205 al 1212. Dopo il sostanziale fallimento dei tentativi espansionistici in Oriente e l'effimero Stato costruito dal marchese di Monferrato Guglielmo VII sul finire del XIII secolo, il ramo principale si estinse nel 1305, passando la successione ai Paleologi di Bisanzio. Le numerose altre dinastie aleramiche proseguirono invece a lungo la loro storia. La cifra caratterizzante del potere aleramico fu il generoso mecenatismo letterario, che favorì la produzione della poesia trobadorica provenzale: nelle corti di Monferrato, di Saluzzo e di Finale trovarono ospitalità nomi celebri come Rambaldo di Vaqueiras, Bernart de Ventadorn e Gaucelm Faidit. La liberalità dei marchesi, valore fondante dell'etica cavalleresca, li rese celebri e apprezzati nell'ambiente letterario europeo, come testimoniano gli elogi di Dante Alighieri nel Convivio e, in tempi più recenti, di Giosuè Carducci.
Fucecchio (pronuncia /fuˈʧekkjo/; fučékki̯o, Ficeclum in latino) è un comune italiano di 23 076 abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana, nel Valdarno inferiore. Fa parte dell'Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa e del Comprensorio del Cuoio.
Repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Genova, Pisa ha tracce antiche che, per quanto riguarda la presenza dell'uomo nell'area cittadina, sembrano risalire al Paleolitico superiore.
La filmografia su antifascismo e resistenza è un ampio filone filmografico che si è sviluppato negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale.
Il termine antifascismo (antinazismo per designare l'opposizione al nazismo ed antifranchismo ed antifalangismo usati per l'opposizione al franchismo ed il falangismo) designa, dal punto di vista storico e sociologico, un movimento eterogeneo che, a partire dal termine della prima guerra mondiale a oggi, sia avverso, osteggi e/o combatta il fascismo e le sue manifestazioni e declinazioni, sia a livello politico sia dal punto di vista della lotta armata.
La guerra delle Falkland o guerra delle Malvine (in inglese Falklands War; in spagnolo Guerra de las Malvinas) fu un conflitto militare combattuto tra aprile e giugno 1982 tra Argentina e Regno Unito per il controllo e il possesso delle isole Falkland e della Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi. Alla vigilia della guerra l'Argentina si trovava nel pieno di una devastante crisi economica e di una contestazione civile su larga scala contro la giunta militare che governava il Paese. Il governo, guidato dal generale Leopoldo Galtieri, l'allora presidente, decise di giocare la carta del sentimento nazionalistico lanciando quella che considerava una guerra facile e veloce per reclamare le Falkland, su cui l'Argentina (che le chiama Malvinas, Malvine) rivendicava la sovranità. Sebbene colto di sorpresa dall'attacco, il Regno Unito organizzò una task force navale per respingere le forze argentine che avevano occupato gli arcipelaghi. Dopo pesanti combattimenti, i britannici prevalsero e le isole tornarono sotto il controllo del Regno Unito. Le conseguenze politiche della guerra furono profonde: in Argentina crebbero dissenso e proteste contro il governo militare, avviandolo alla caduta definitiva, mentre un'ondata di patriottismo si diffuse nel Regno Unito, ridando forza al governo del primo ministro Margaret Thatcher. Il vittorioso conflitto diede fiato alle ambizioni britanniche di potenza post imperiale (dopo la grave delusione seguita alla decolonizzazione e alla sconfitta nel conflitto di Suez), dimostrando che il Regno Unito aveva ancora la capacità di proiettare con successo la propria potenza militare anche in una guerra a enorme distanza dalla madrepatria.
Castelnuovo dei Sabbioni è una frazione di circa 1000 abitanti del comune di Cavriglia posta sul versante delle colline del Chianti verso il Valdarno, sulle quali si trova il Parco naturale di Cavriglia. A partire dalla metà degli anni sessanta l'abitato venne via via abbandonato dagli abitanti causa l'attività di scavo a favore della vicina Camonti, frazione neocostituita.
La guerra di successione di Mantova e del Monferrato, detta anche Seconda guerra del Monferrato (1628 - 6 aprile 1631), scoppiò alla morte senza eredi di Vincenzo II Gonzaga e vide contrapporsi il Sacro Romano Impero, la Spagna e Carlo Emanuele I di Savoia alla Francia e alla Repubblica di Venezia, che appoggiavano la successione del duca Carlo Gonzaga di Nevers, sostenuto anche da papa Urbano VIII. Lo scontro si innestò nel quadro generale della guerra dei trent'anni. La successione del duca di Nevers, sancita a Ratisbona (1630), venne ratificata a Cherasco (1631).
Il castello (a volte detto anche fortezza o forte) è una struttura architettonica composta da uno o più edifici fortificati, tipico del Medioevo, destinata ad ospitare un nobile o un signore insieme ad una guarnigione di soldati con il loro comandante (il castellano). Si distingue, pertanto, da un palazzo che non è fortificato, da una fortezza che non sempre era una residenza per la nobiltà e da un insediamento fortificato che era una difesa pubblica, sebbene vi siano molte somiglianze tra questi tipi di costruzione. L'uso del termine è variato nel corso del tempo ed è stato applicato a strutture diverse, come fortezze e case di campagna. Nel corso dei circa 900 anni in cui furono costruiti i castelli, essi assunsero diverse forme con molte caratteristiche diverse, sebbene alcune, come il muro di cortina, le balestriere e le saracinesche, furono elementi tipici.
Dei delitti e delle pene è un breve saggio scritto dall'illuminista italiano Cesare Beccaria pubblicato nel 1764. In questo saggio breve, Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le modalità di accertamento dei delitti e circa le pene allora in uso.
L'eccidio di Vallucciole è stata una strage nazifascista compiuta il 13 aprile 1944 a Vallucciole, frazione di Stia (attuale comune di Pratovecchio Stia) in provincia di Arezzo. Con un bilancio finale di 109 vittime, è una delle stragi nazifasciste più gravi avvenute sul territorio italiano durante la seconda guerra mondiale.
Il Castello di Windsor è un palazzo e una residenza reale situato a Windsor, nella contea del Berkshire, Regno Unito, importante per la sua antica relazione con la Famiglia Reale Britannica e per la sua architettura. Fu un castello medievale cominciato a costruire nell'XI secolo, dopo la conquista normanna inglese di Guglielmo I il Conquistatore. Dal tempo di Enrico I d'Inghilterra (XII secolo) è stato abitato da numerosi monarchi britannici, che lo hanno reso un palazzo europeo abitato fin dall'antichità. Alcune delle sue camere più lussuose, come gli «Appartamenti di Stato», sono architettonicamente molto interessanti e sono stati descritti dallo storico Hugh Roberts come «una sequenza magnifica e impareggiabile di abitazioni ampiamente riconosciute come la maggiore e più completa espressione dello stile del periodo georgiano tardo». Il castello include la Cappella di San Giorgio, del XV secolo, considerata dallo storico John Robinson come uno «dei successi supremi del disegno del gotico perpendicolare inglese».Questa fortificazione fu disegnata originariamente su una motta e con tre mura intorno ad un monte centrale per servire come roccaforte dei conquistatori normanni nella periferia di Londra e dominare una zona strategicamente importante del fiume Tamigi. La sua costruzione fu gradualmente sostituita con pietre, e a partire del XIII secolo soffrì di un lungo assedio durante la Prima Guerra dei Baroni (1215-17). Enrico III costruì un lussuoso palazzo reale dentro a queste mura a metà del secolo e Edoardo III è andato oltre con la ricostruzione del palazzo, che creò un maggior complesso di edifici che si convertirà nel «progetto architettonico secolare più caro di tutto il Medioevo in Inghilterra». Il nucleo dell'opera di Edoardo vi fu fino al periodo Tudor (XVI secolo), quando Enrico VIII e Elisabetta I diedero al castello un maggiore uso come corte reale e centro dell'intrattenimento diplomatico. Il complesso sopravvisse al turbolento periodo della Guerra Civile inglese, usato come quartiere militare dalle forze parlamentari e come prigione di Carlo I. Durante la Restaurazione degli Stuart, Carlo II ricostruì gran parte del castello con l'aiuto dell'architetto Hugh May e creò una serie di stravaganti interni barocchi che tuttavia oggi causano ammirazione. Dopo un periodo di negligenza nel XVIII secolo, i re Giorgio III e Giorgio IV rinnovarono e ricostruirono il palazzo di Carlo II senza badare a spese per produrre il disegno degli attuali Appartamenti di Stato, decorati in stile rococò, gotico e barocco. La regina Vittoria realizzò cambiamenti minori nel castello, che ampliò come centro d'intrattenimento reale durante gran parte del suo esteso regno nel XIX secolo. Il castello di Windsor servì inoltre come rifugio della famiglia reale durante intensi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e sopravvisse ad un incendio nel 1992. Attualmente nel castello di Windsor vivono e lavorano più di cinquecento persone, è un'attrazione turistica molto popolare, sede di visite di Stato e luogo per i fine settimana preferito dalla regina Elisabetta II d'Inghilterra.